Logo Università degli Studi di Milano



 
 

Organizzazione  

Immagine dipartimento

Il Dipartimento di Filosofia promuove e coordina la ricerca filosofica orientata verso studi di carattere critico, metodologico e fondativo in tutti i settori scientifico-disciplinari operanti al suo interno e si propone di mantenere vivo il dibattito teorico e culturale tra la ricerca filosofica e le diverse forme del sapere.

Il Dipartimento ha una storia trentennale. Sorto come luogo di incontro di tradizioni di ricerca particolarmente vive legate ai nomi di Dal Pra, Geymonat e Paci – la storia della filosofia come sapere critico, la centralità della riflessione filosofica sul pensiero scientifico e matematico, la fenomenologia come metodo e come sapere filosofico – il Dipartimento ha saputo far convivere, dialogare e rinnovare queste diverse prospettive teoriche e oggi si caratterizza, rispetto ad altri dipartimenti di studi filosofici, per l’ampiezza di spettro della sua attività di ricerca e per la molteplicità delle interrelazioni che le caratterizzano. 

La molteplicità di approcci che ha caratterizzato la storia del Dipartimento risponde alle richieste culturali della comunità scientifica e degli studenti e alle giuste aspettative di un’intera generazione di giovani ricercatori. Questa esigenza va sottolineata dal momento che molti dei settori di ricerca del Dipartimento presentano aperture, di tipo sia teorico sia applicativo, verso altre discipline, non solo umanistiche. In modo particolare, si possono rammentare le molteplici relazioni che legano la ricerca del Dipartimento alle discipline letterarie e linguistiche, alla matematica e all’informatica, alla psicologia e alle scienze cognitive, all’antropologia e alle scienze naturali, alle scienze sociali e alle diverse forme di manifestazione artistica.

Il Dipartimento si propone inoltre di rafforzare la collaborazione nella ricerca, nell’insegnamento e nella dimensione progettuale con realtà esterne, con particolare riferimento ai dipartimenti e alle strutture di ricerca presenti in Ateneo afferenti alle aree che il CUN individua nei settori 10 e 11.

Le potenzialità dei sopra citati settori hanno portato e porteranno nel medio e lungo termine a prodotti di ricerca, sotto forma di edizioni critiche anche digitali di testi dall’antichità al pensiero moderno e di saggi e monografie in ambiti di ricerca teorica avanzata, riconosciuta a livello internazionale.

Il Dipartimento promuove l’organizzazione di incontri, convegni e seminari, a livello nazionale e internazionali, avvalendosi dell’ampia rete di relazioni già esistenti e in fase di ulteriore potenziamento.

Il forte legame tra la Biblioteca di Filosofia e le attività degli afferenti al Dipartimento, fin dalle origini, costituisce un elemento essenziale nella vita del quest’ultimo. I docenti collaborano all’aggiornamento regolare della collezione libraria ed elettronica. Il rilievo culturale assunto dalla Biblioteca nel sistema bibliotecario di Ateneo e cittadino documenta le diverse linee di ricerca nel loro sviluppo storico e necessita di iniziative di valorizzazione, salvaguardia e ampliamento. La Biblioteca offre la consultazione a scaffale aperto, spazi attrezzati per lo studio e la ricerca, è attiva nelle proposte culturali di Ateneo, organizza corsi, e gestisce fondi archivistici (Fondi: Vailati, Dal Pra, Mondolfo, Neri, Rensi, Preti, Peirce).

Intitolazione del Dipartimento di Filosofia a Piero Martinetti  

Piero Martinetti

Nell’ultima seduta del Senato Accademico dell’Ateneo è stata approvata ufficialmente la decisione del nostro Dipartimento di Filosofia di intitolarsi alla figura di Piero Martinetti (1872-1943). Intellettuale di fama europea, Martinetti ha insegnato Filosofia teoretica e Filosofia morale alla Statale a partire dalla sua fondazione ed è stato uno dei grandi maestri che hanno dato lustro agli studi filosofici compiuti presso la nostra Università lungo tutto il secolo scorso. La scelta di intitolare alla sua memoria il Dipartimento di Filosofia è da ricondursi in particolare alla straordinaria lezione civile che ci ha lasciato: egli fu infatti il solo filosofo, entro la già incredibilmente esigua schiera dei professori universitari che nel dicembre 1931 rifiutarono di prestare il Giuramento di fedeltà al regime fascista (12 su oltre 1200), a scontare con la perdita della cattedra e la rinuncia forzata al mestiere della sua vita la volontà di non abdicare alla difesa della libertà di coscienza, di insegnamento e di ricerca.

Documenti correlati  

Torna ad inizio pagina